LA FRASE
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"Cerdomare è sempre lì, dopo mille anni a ricordarci, come un presepe, le coordinate entro le quali si svolge la nostra esistenza. La collina e le mura entro cui è edificato: il luogo fisico della stabilità nel tempo; la piazza: il luogo dell'incontro con gli altri; la chiesa: il luogo dell'incontro con Dio, il cimitero: il luogo della memoria; e così via, in quegli altri pochi ma ben identificabili luoghi-simbolo del paese: la fontana, il monumento ai caduti di guerra, la croce, il colle, la fonte, e più di recente, ma ugualmente iscritti nella storia di questa comunità, la scuola e il campo sportivo, che i cerdomaresi hanno fortemente voluto negli anni '60 per i propri ragazzi e che hanno costruito con le loro mani con uno scatto di orgoglio che non ha lasciato spazio a interventi esterni grazie anche alla Curia vescovile che ha saputo farsi portavoce delle richieste che venivano dalla gente del posto." 

 

Il brano sopra è tratto da un articolo su Cerdomare di Angela Maria Rao, pubblicato sul numero di Novembre di "VICO NOVO", gazzettino delle parrocchie di Cerdomare-Osteria Nuova e Frasso Sabino.